Il tesoro di El Hierro: energia rinnovabile ed economia circolare

Circondata dall’Oceano Atlantico, poco distante dalle coste africane, esiste un’isola benedetta da sole, vento e acqua.

Questo piccolo fazzoletto di terra vulcanica, grazie alla lungimiranza dei suoi amministratori e alla sinergia creata con UNESCO, Unione Europea, ambientalisti e imprese locali, può fregiarsi di un primato unico: essere uno dei pochi posti al mondo ad avere raggiunto una parziale autonomia energetica grazie a un sistema che sfrutta il potere dell’energia pulita.

El Hierro: più che un isola, un concetto

Mi ci sono imbattuto senza volerlo. Ne avevo già sentito parlare, un buon proposito che tuttavia sembrava irrealizzabile, fuori dal mondo.

Poi sono approdato, guarda caso, nella sperduta El Hierro, piccola e appartata isola non proprio ai confini del mondo ma quasi, situata nel punto più a sud della Spagna e di tutta l’Europa politica. Là dove un tempo si credeva si ergessero le colonne d’Ercole. Là dove si pensava finisse il mondo.

La più remota, ma anche la più intatta, delle isole canarie, caratterizzata da una bassa densità di popolazione e allo stesso tempo ricca di villaggi tradizionali, feste popolari, folklore. E, strano ma vero, anche da una costante preoccupazione per la ricerca dei metodi migliori per produrre e sfruttare le sue grandi risorse naturali in maniera rinnovabile.

Cercavo un mare calmo e ho trovato l’economia circolare.

Economia circolare: definizione

Quello che Wikipedia ci dice a proposito di economia circolare è che si tratta di “una locuzione che definisce un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo garantendo dunque anche la sua ecosostenibilità”. Secondo la definizione, “in un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”.

Gli obiettivi che si pone chi ragiona in termini di economia circolare sono:

  • l’estensione della vita dei prodotti e la produzione di beni duraturi (ampiamente in contrasto con l’obsolescenza programmata, tanto cara alle multinazionali)
  • le attività di ricondizionamento e la conseguente riduzione dei rifiuti.

L’espressione fa riferimento sia a una concezione della produzione e del consumo di beni e servizi alternativa al modello lineare (ad esempio attraverso l’impiego di energie rinnovabili al posto dei combustibili fossili), sia al ruolo della diversità come caratteristica imprescindibile dei sistemi resilienti e produttivi. Nell’economia circolare è insita la messa in discussione del ruolo del denaro e della finanza.

Una definizione, per l’appunto, che sembra un elegante abito da sera cucito su misura addosso alla nostra isoletta nera.

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El Hierro, latitudine da vivere

Se, come me, ti riconosci sempre più come un turista esperienziale e sempre meno un turista d’assalto, se il tuo intento è riempire il cuore e la mente con una varietà di esperienze intime e uniche, se desideri essere il protagonista del tuo viaggio e coinvolgere i cinque sensi per creare connessioni spirituali, fisiche, sociali ed emotive, El Hierro è il luogo perfetto.

El Hierro è un’oasi naturale, intatta e pacifica, esclusa dal flusso turistico di massa. Non si vedono colate di cemento né ecomostri, ma case basse e discrete che fanno capolino da piccoli villaggi abbarbicati sul mare. Non si vedono nemmeno ammassi informi di turisti pronti a prendere d’assalto ogni mirador e fazzoletto di mare.

La più piccola dell’arcipelago canario, è un’isola che beneficia di un clima mite tutto l’anno. I suoi paesaggi rocciosi, ricchi di sfumature che vanno dal nero intenso al rosso fuoco, ricordano ai visitatori di trovarsi su un terreno vulcanico, arido e ingeneroso solo in apparenza, circondati da un suggestivo ambiente simil lunare.

El Hierro è prevalentemente montuosa, ma la particolarità è che puoi camminare per cinque chilometri e ritrovarti in un panorama completamente diverso: immerso in pascoli punteggiati di mucche o nel fitto di boschi dalla vegetazione lussureggiante e antica, con la testa letteralmente tra le nuvole, oppure catapultato su una spiaggia di pietra lavica tagliente e ammirare, in totale silenzio, una pozza d’acqua color blu cristallino scavata nella roccia a picco sul mare.

El Hierro, l’attitudine da vivere

L’isola, proprio per la bellezza e l’integrità del suo paesaggio, è stata classificata dall’UNESCO Riserva della Biosfera. Ed è la particolare attitudine, più o meno consapevole, dei suoi abitanti a preservare la Biosfera a rendere, a mio avviso, El Hierro la candidata ideale dell’economia circolare.

Energia green

Secondo i principi di questo sistema economico, l’energia dovrebbe provenire dal flusso generato dalle forze naturali, così come avviene per tutti gli esseri viventi. E infatti, da quando è stata inaugurata la centrale idroelettrica di Gorona del Viento e ne è stata testata la sinergia con i due bacini di acqua artificiali, El Hierro si è avviata lungo la strada dell’autosufficienza. Nel 2019, l’energia rinnovabile e pulita è riuscita a coprire la metà del fabbisogno energetico. Grazie a questo sistema, costruito in totale armonia con la natura, l’isola ha ridotto notevolmente l’immissione di CO2 nell’aria e l’utilizzo del petrolio come combustibile.

L’arte del riutilizzo

Il sistema idro-eolico non è l’unico esempio di energia circolare dell’isola. El Hierro sposa anche la filosofia del riutilizzo dei rifiuti.

I rifiuti organici quasi sempre vengono compostati per fertilizzare i terreni e rinvigorire le piante. Gli oggetti dismessi trovano nuova vita grazie alla creatività locale: una sedia abbandonata vicino ai cassonetti della spazzatura pronta a tornare come nuova con una semplice tinteggiatura; una brandina da trasformare in recinzione per la propria finca; i rottami di qualche lavatrice usati come struttura di sostegno per una scultura all’ingresso di Valverde; scatoloni pieni di vestiti rimessi in commercio a costi bassissimi al mercadillo di Frontera; materiali locali e naturali come le foglie di palma canaria pronti a diventare una capanna artigianale ecologica in perfetto stile minimalista per ospitare un turismo slow.

E via al riutilizzo con un dispendio di denaro ed energia minimi.

La filosofia della condivisione

L’automobile? Quasi non serve, considerando la buona rete di trasporti pubblici. Ma se non ti va di aspettare la guagua, ti basterà metterti al lato di un incrocio e, tempo pochi minuti, un herreño sorridente sarà felice di raccoglierti e portarti a destinazione, strizzando l’occhio a una ecosostenibile sharing economy.

Mentre altrove la società precipita verso bieche forme di individualismo sfrenato, a El Hierro il vicinato è ancora oggi un valore importante, sinonimo di amicizia, sostegno e fiducia.

Se sull’isola la microcriminalità è praticamente pari a zero, è anche grazie ai vicini di casa, discreti e silenziosi guardiani delle case adiacenti.

Proprio come avviene in una famiglia allargata, se da solo sei in grado di riparare la staccionata buttata giù dal vento mai domo, o di potare i tuoi manghi, puoi sempre chiedere aiuto al tuo dirimpettaio, che sarà contento di aiutarti in cambio di una dozzina di uova fresche delle tue galline. Da queste parti, il baratto è ancora una moneta dal valore inestimabile e aliena alle logiche dell’inflazione.

Ecco, El Hierro è tutto questo.

È un salto indietro nel tempo, a quando il capitalismo era un miraggio e la rivoluzione industriale nemmeno un auspicio. A quando la natura non ci aveva ancora presentato il conto. A quando le relazioni erano umane e non meramente virtuali. A quando gli abbracci non facevano ancora paura.

El Hierro è una gentile rivoluzionaria. Sei pronto a respirarla a pieni polmoni?

 

(In collaborazione con Paolo Malerba)

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