Trekking

Un continente chiamato El Hierro

Così piccola eppure così diversa: El Hierro più che un’isola sembra un minuscolo continente. In meno di 300 km2 quest’isola, dichiarata Riserva della Biosfera, racchiude una varietà di paesaggi e climi tale da dare l’impressione a ogni curva di essere stati catapultati in una dimensione parallela.
Sei su una colata lavica che lambisce il mare circondato da fichi d’india e nel giro di qualche chilometro, arrampicandoti per stradine così ripide da dare le vertigini e così strette che preghi di non incrociare nemmeno un pedone, ti ritrovi in mezzo ai boschi lanosi di laurisilva, muschio fosforescente e banchi di nebbia che corrono impazziti come nemmeno nella Pianura Padana. Poi ti spingi un poco più in là e, dopo avere attraversato una piana di ampio respiro con prati, muriccioli e mucche al pascolo in pieno stile irlandese, giri l’angolo e ti scopri a fare la gimkana tra mastodontici pini canari bianconeri.

A questo aggiungici sbalzi termici che giocano con numeri a due cifre e bruschi passaggi tra epoche storiche diverse, che vanno da quella contemporanea, che profuma di Sud America, a quella colonialista, fino a spingersi indietro nel tempo quando queste terre appartenevano ai Bimbaches, gli aborigeni herreñi. Ecco, a questo punto dovresti riuscire ad avere almeno una vaga idea di quel prodigio della natura che è El Hierro.

camminare-el-hierroQuelli che camminano lenti

Per visitare quest’isola in lungo e in largo l’auto è d’obbligo ma se vuoi davvero gustarla piano, centellinarla come si fa con un pregiato calice di vino, allora non hai altra scelta che camminarci attraverso. Conquistarla lentamente. Anche perché alcune tra le attrazioni più belle dell’isola – come El Sabinar o le incisioni rupestri del parco archeologico di El Julian – sono raggiungibili solo a piedi.

Se ami il trekking e le lente camminate in mezzo alla natura, El Hierro ti ruberà il cuore. Oltre agli eclettici dell’aria e ai virtuosi dell’acqua, El Hierro è la meta privilegiata di chi trova soddisfazione in un altro elemento: la terra.

Consapevole delle proprie bellezze, l’isola si è da tempo trasformata in un luogo perfetto per il senderismo, con una fitta rete di sentieri di ogni difficoltà che attraversa l’intera isola, da un capo all’altro e da una estremità all’altra.

escursioni-el-hierroTrekking a El Hierro: alcuni consigli

Una premessa però è d’obbligo: camminare a El Hierro può essere impegnativo, richiede allenamento e grande attenzione. In genere i sentieri hanno dislivelli continui e importanti, spesso a filo di montagna, adatti solo a chi ha una buona gamba e un discreto allenamento alle spalle. Gli itinerari si sviluppano in gran parte su terreni lavici incidentati e taglienti, oppure ciottolosi e instabili, con protezioni carenti se non addirittura assenti e passaggi spesso occlusi dalle frequenti frane che caratterizzano la montagna giovane.

Un altro elemento da tenere in grande considerazione per chi progetta una vacanza a El Hierro all’insegna del trekking è che i sentieri spesso e volentieri tagliano tratti dell’isola priva di vegetazione. Se vuoi evitare di terminare le tue vacanze a letto cosparso di aloe (eccellente rimedio naturale contro le bruciature solari) comincia a camminare al mattino presto, indossa un cappello, porta con te un tubetto di crema solare e generose porzioni di acqua.
Chi sceglie gli itinerari lunghi dovrà aggiungere nello zaino anche un po’ di cibo, vista la quasi totale assenza di bar o market dove potersi rifornire lungo la strada, specialmente nella zona ovest dell’isola e in montagna.

Una volta prese le giuste precauzioni, camminare a El Hierro si svela un’esperienza incredibile, dove gli scorci suggestivi, la varietà degli ambienti e un silenzio primordiale conducono in un tempo magico e sospeso nel tempo.

la-maceta-punta-grandeSenderismo El Hierro: Itinerari

A El Hierro ci sono tre tipologie di sentieri:

GR: sentieri molto lunghi che per essere percorsi nella loro interezza richiedono più di un giorno. Colori: bianco e rosso.

PR: sentieri “brevi” (ricorda che tutto è relativo nella vita, distanze comprese!) percorribili nell’arco di una giornata. Colori: bianco e giallo. I PR si dividono a loro volta in 11 sentieri principali e 19 secondari.

SL: sentieri locali di distanza inferiore ai 10 km, che consentono solitamente l’accesso a punti di interesse. Colori: bianco e verde.

Camino de La Virgen (GR 131)

Partenza: El Tamaduste. Arrivo: Embarcadero de Orchilla.
Lunghezza: 37 km. Tempo stimato: 10,5 ore. Difficoltà: media.

Il trekking di El Hierro per eccellenza, che taglia tutta l’isola. Può essere percorso in entrambe le direzioni.

Il sentiero, su buona parte del quale si svolge l’itinerario battuto ogni quattro anni dai pellegrini per la Bajada de La Virgen de Los Reyes (La Dehesa-Valverde, 27 km), è il modo migliore per assaporare la varietà di quest’isola.

Il cammino si compone di due parti:

Tamaduste-Malpaso. È il tratto più lungo e impegnativo, basta considerare che da 0 metri sul livello del mare (Tamaduste) si arriva fino a 1501 metri (Pico de Malpaso). Una volta giunti sul punto più alto dell’isola si verrà però ripagati, se le condizioni meteorologiche lo consentono, con una vista fenomenale su El Hierro e le altre isole occidentali (Tenerife, La Palma e La Gomera).

Malpaso-Orchilla. Si scende e lo si fa abbastanza dolcemente.

Passando lungo i sentieri usati un tempo dai pastori per condurre il bestiame, si attraversano le distese disabitate dell’altopiano della Dehesa, dove si ergono maestosi i ginepri contorti dal vento (sabine), si tocca la cima più alta dell’isola, il Pico del Malpaso e si scende fino alla capitale dell’isola Valverde. Tra gli altri luoghi di interesse che è possibile vedere lungo il percorso ci sono l’albero santo Garoé, il santuario de La Virgen de Los Reyes, il monumento al Meridiano Zero, il Faro de Orchilla e l’omonimo molo.

È una camminata impegnativa, come numero di ore e grado di difficoltà, ma farla, anche solo per un tratto, può essere un’esperienza davvero indimenticabile.

Sentieri circolari de La Llenia (SL-EH 1)

Partenza / Arrivo: Fonte della Llania (parcheggio).
Lunghezza: 7,4 km. Tempo stimato: 2,5 ore. Difficoltà: bassa.

Sulla parte alta del Golfo si racchiude uno dei gioielli di El Hierro: i boschi di laurisilva. Io li chiamo gli “alberi lanosi” per via dei licheni “barbuti” che pendono rigogliosi dai rami di lauro.
È possibile godersi la bellezza di questi boschi sempreverdi attraverso 3 percorsi circolari che partono e arrivano tutti allo stesso punto ma che hanno tre lunghezze (e difficoltà) differenti:

Sentiero corto (verde): 4,2 km
Sentiero medio (arancione): 5,5
Sentiero lungo (azzurro): 7,4 km.

Trattandosi di un percorso circolare si può cominciare da entrambe le direzioni, anche se solitamente si inizia dalla parte opposta rispetto al parcheggio, dove si trova il cartello con l’indicazione dei tre sentieri. Si tratta di uno dei pochi percorsi nuovi (tutti gli altri ripercorrono i sentieri tradizionali degli isolani), costruito per dare la possibilità a chiunque, anche a chi ha problemi di mobilità, di godersi la suggestione dei boschi di laurisilva di El Hierro.

Ruta del Agua (PR EH-11)

Partenza / Arrivo: San Andrés.
Lunghezza: 16 km. Tempo stimato: 5 ore. Difficoltà: bassa.

Anche questo è un percorso circolare e conduce lungo i luoghi storici, passati e presenti, legati alla cultura dell’acqua, dai tempi dei Bimbaches fino ai giorni più recenti.
Si toccano, tra gli altri luoghi di interesse, il punto dove si trovano l’albero Garoé e le sue pozze d’acqua, il bosco di Valverde e la centrale idro-eolica, fiore all’occhiello di un’isola che aspira a diventare completamente auto sostenibile.

Lungo il sentiero, a ogni chilometro, è possibile leggere su un cartello un estratto del libro Garoé di Isidoro Sánchez García.
Si compone di due tratti distinti, il primo in discesa conduce da San Andrés a Valverde e l’altro in salita riporta a San Andrés.

Punta Grande – La Maceta

Partenza: Punta Grande. Arrivo: La Maceta (e viceversa).
Lunghezza: 3 km. Tempo stimato: 30 minuti. Difficoltà: bassa.

Questo itinerario adatto a tutti collega Punta Grande alle piscine naturali de La Maceta. Percorribile in entrambe le direzioni, il sentiero passa attraverso la pietra vulcanica costeggiando il mare. Si cammina su una passerella di legno per 4,5 chilometri che passa attraverso un paesaggio affascinante e primordiale, dove la roccia nera striata di giallo e arancione si apre sui dirupi e le scogliere e dove gli unici rumori sono quelli del vento impetuoso e del mare, spesso in burrasca su questo lato dell’isola.

Lungo il percorso alcuni mirador (belvedere) permettono di godersi tutta la potenza della natura indisturbati.